La presente ricerca si propone di analizzare la dimensione onirica in alcuni libretti di Felice Romani, evidenziando come la rappresentazione del sogno riveli pulsioni fondamentali della psiche umana—desiderio, aggressività, paura —e le loro implicazioni sociali. Esaminando scene in cui i personaggi agiscono al di fuori dello stato di veglia e delle consuete categorie logiche e temporali, si intende valutare in tal modo la valenza critica e la potenziale carica di denuncia del melodramma ottocentesco, spesso considerato ideologicamente ‘tradizionale’ (Portinari, 1981). Seguendo le categorie interpretative proposte da Fabio Vittorini in Il sogno all’opera. Racconti onirici e testi melodrammatici (2010), si prenderanno in esame tre opere romaniane particolarmente significative: Il pirata (1827), La sonnambula (1831) e Norma (1831). In Il pirata, il sogno premonitore di Imogene, nel quale il duca di Caldora, suo marito, uccide Gualtiero, antico amante di lei, si rivela ermeneutico, riflettendo il conflitto interiore al personaggio tra passione e dovere, rendendo altresì evidente l’angoscia esercitata dall’oppressione tirannica nobiliare. In La sonnambula, i deliri onirici di Amina mostrano le sue pulsioni nascoste, dando luogo al tempo stesso a maldicenze ed esclusione sociale. In Norma, il sogno di Pollione ne esprime antiteticamente da un lato l’incomprensione e la paura verso il mondo ‘straniero’ della sacerdotessa, dall’altro un desiderio proibito e incontrollabile nei confronti di quella stessa realtà disprezzata. La dimensione onirica assolutizza quindi emozioni e sentimenti, sfuggendo al controllo razionale e anticipando l'ingresso dell'inconscio nella cultura romantica italiana.
This study aims to analyze the oneiric dimension in selected librettos by Felice Romani, highlighting how the depiction of dreams reveals the fundamental drives of the human psyche—desire, aggression, fear—and their social implications. By examining scenes in which characters act outside the bounds of wakefulness and beyond conventional logical and temporal categories, the research assesses the critical value and potential for social denunciation inherent in 19th-century melodrama, often considered ideologically ‘traditional’ (Portinari, 1981). Following the interpretative framework proposed by Fabio Vittorini in Il sogno all’opera. Racconti onirici e testi melodrammatici (2010), the analysis focuses on three significant works by Romani: Il pirata (1827), La sonnambula (1831), and Norma (1831). In Il pirata, Imogene’s premonitory dream—in which her husband, the Duke of Caldora, kills her former lover Gualtiero—serves as a hermeneutic device, reflecting her internal conflict between passion and duty and revealing the anguish caused by aristocratic tyranny. In La sonnambula, Amina’s dream-induced delirium exposes her hidden impulses, leading to gossip and social exclusion. In Norma, Pollione’s dream expresses both his fear and misunderstanding of the ‘foreign’ world of the priestess and his uncontrollable, forbidden desire for that same despised reality. The dream dimension thus absolutizes emotions and feelings, evading rational control and anticipating the emergence of the unconscious in Italian Romantic culture.
| Birincil Dil | İtalyanca |
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| Konular | Dünya Dilleri, Edebiyatı ve Kültürü (Diğer) |
| Bölüm | Araştırma Makalesi |
| Yazarlar | |
| Gönderilme Tarihi | 27 Mayıs 2025 |
| Kabul Tarihi | 30 Eylül 2025 |
| Yayımlanma Tarihi | 18 Aralık 2025 |
| DOI | https://doi.org/10.26650/LITERA2025-1707648 |
| IZ | https://izlik.org/JA76PK67KC |
| Yayımlandığı Sayı | Yıl 2025 Cilt: 35 Sayı: 2 |